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RECENSIONI
Nedîm: La canzone d’Istanbul nel primo Settecento
Odi, canti, liriche dal Corno d’oro
a cura di Giampiero Bellingeri
ISBN 88-97476-12-2
pp. xlviii + 255 - Euro 20,00


Nedîm (“anima di amena compagnia”, m. 1730) è lo pseudonimo del maestro delle lettere turco-ottomane, voce eccellente della cosiddetta “età del tulipano”, (1720-1730). Sono gli anni del sultano Ahmed III e della fiorita impuntura di Sa’d-âbâd, “Luogo di delizie” sorto a Istanbul, in fondo al Corno d’oro, per il gusto e la volontà di Ibrâhîm Pascià, raffinato, acuto Primo Vizir (1717-1730) e genero del sovrano, su impronte locali e suggerimenti recepiti da Versailles. Le odi, le liriche, soprattutto le canzoni (,sarki) di Nedîm si colorano all’aria e sulle correnti del Bosforo, per trovare dimora – giusti i bulbi dei tulipani allora piantati e coltivati a gara nelle aiuole dei potenti – nei quartieri della Città. Il Nostro allevia il greve stile tradizionale, azzera l’equivoco mistico-erotico, e rende univoco, e universale, il canto della carne e della passione. Poeta aulico, ambienta i propri versi encomiastici e lirici a Corte e a Palazzo, e intona le canzoni ai quartieri popolari della Metropoli. Una Polis che in tale “localizzazione” familiare troverà tuttavia il posto e il modo, grazie al “dire” politico, cioè estetico di Nedîm, di ri-ambientare in sé, nel proprio grembo, e nella finzione letteraria, l’eredità dell’Iran, modello assimilato, rispecchiato nel Bosforo. Quella presente costituisce la prima corposa offerta dei versi di Nedîm fuori di Turchia, nello scorcio di un approccio politico-estetico inedito.

Giampiero Bellingeri insegna Lingua e letteratura turca all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Si occupa di lettere turche moderne (azerì, turkmene, centrasiatiche) e di letteratura contemporanea di Turchia. Ha tradotto e curato Nâzim Hikmet, O. Pamuk, Yahya Kemal, Y.K. Karaosmanoglu, Cahit S. Taranci, Oguz Atay, Mario Levi e ancora i classici turcofoni (XVIII sec.) di Persia, azerbaigiani e turkmeni, Vaqif, Maxdumquli, e di Transcaucasia (il bardo armeno Sayat Nova). Si occupa della ricezione della cultura ottomana e persiana a Venezia e in Europa (secoli XV-XVIII). Ha allestito di recente, con N. Ölçer, e i musei turchi e veneziani, presso il Museo “Sakip Sabanci” d’Istanbul, il catalogo bilingue e la mostra, 2009-2010, Venezia e Istanbul in epoca ottomana/Osmanli Döneminde Venedik ve Istanbul, (Milano, Electa 2009).

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