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IL GIORNALE DI VICENZA - Mercoledì 30 marzo 2005

Si fa conoscere il Dante dell'Iran nel volume "Il mare dell'anima"
Daniela Roso, orientalista vicentina, traduce 'Attar


"Storie meravigliose e un un serbatoio di spiritualità" di Nico Veladiano


Farid al-Din 'Attar è un nome che al grande pubblico probabilmente non dice nulla. Eppure si tratta di uno dei più grandi autori della poesia persiana, conosciuto in tutto l'Oriente islamico. La forza immaginativa unita ad una profonda spiritualità fanno di lui uno straordinario storyteller. Oggi lo definiremmo un "caso letterario" proprio per il fascino innato che il suo racconto è capace di esercitare sul lettore. Lo si potrebbe tranquillamente paragonare a Dante, questo per tanti motivi. Per l'epoca (1145-1221), per il contenuto delle sue opere, per la grandiosità del suo pensiero che spazia entro e fuori l'animo dell'uomo, per il fatto che il messaggio delle sue parole supera il trascorrere dei secoli e rimane sempre di attualità. Nel caso di Farid al-Din 'Attar il pubblico italiano, pel forturna, può già contare su alcune ottime traduzioni di alcuni dei suoi poemi più famosi. Per meglio conoscere questo poeta dobbiamo invece fare riferimento ad un grande orientalista tedesco Hellmut Ritter (1892-1971). Ora, finalmente, arriva una traduzione italiana del Das Meer der Seele di Hellmut Ritter, pubblicata con il titolo "Il maredell'anima". A curare questa opera monumentale avvalendosi contemporaneamente dell'opera di Ritter e dei testi persiani(circa 700pagine, costo di copertina 60 euro, edizioni Ariele, Milano 2004) è una iranista vicentina, Daniela Roso, formatasi alla scuola orientalistica dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Allieva di Gianroberto Scarcia - che ha curato una poetica introduzione al saggio - e di Riccardo Zipoli, ha condotto ricerche linguistiche e storiche tra Iran, Caucaso ed Asia Centrale. "È stata la profonda ammirazione per un lavoro immenso e illuminante - dice Daniela Roso - a portarmi a tradurre l'opera di Ritter . Ne Il mare dell'anima, la spiegazione di concetti spirituali immediatamente comprensibili solo agli iniziati, procede attingendo ad una autentica messe di esortazioni, parabole, storie e semplici favole attinte dai quattro poemi mistici di attribuzione certa di 'Attar. È facile essere catturati dal fascino della poesia di 'Attar. Come nelle Mille e una notte, anche nei suoi poemi troviamo delle meravigliose storie-cornice che sono assolutamente godibili anche per il lettore occidentale ignaro della loro valenza simbolica. L'incontro con Il mare dell'anima ha rappresentato per me un'autentica folgorazione fin da quando ho iniziato i miei studi universitari e mi auguro che questa traduzione possa contribuire ad avvicinare altri giovani alla grande poesia classica persiana".

Che senso ha un libro come questo per la nostra cultura?

"In una rinnovata attenzione al vissuto spirituale si scoprono oggi insospettate possibilità di dia]ogo tra tradizioni religiose diverse: l'opportunità è quella di una reciproca conoscenza e la comunicazione positiva improntata al rispetto. La descrizione dell'esperienza spirituale dell'uomo che cerca Dio, l'invocazione, il grido, lo smarrimento senza risposta, attraversa tutte le cuiture e tutti i tempi e ci avvicina a questo antico poeta vissuto ottocento anni fa. Il considerevole impegno dedicato a indagare il pensiero di 'Attar, il modo così profondo con cui Hellmut Ritter si immerge nel "mare" della sua opera e si accosta ad un'esperienza religiosa individuale per definizione come il sufismo, insegnano che l'unica via possibile per comprendere questa esperienza è ripercorrerla dall'interno. Questo libro potrà forse consentire, in questo senso, a credenti e non credenti l'accostamento adun grande patrimonio di spiritualità, percependone al tempo stesso la vicinanza e la lontananza da orizzonti culturali. Ma come non essere d'accordo con 'Attar quando afferma che, in fonso, le vie che conducono a Dio sono tante quanti i respiri degli uomini?".

In Iran qual è l'attenzione per 'Attar?

"'Attar è uno dei massimi rappresentanti della poesia mistica persiana medievale e per questo molto celebre. Per comprendere appieno l'importanza culturale della sua opera, va detto che la poesia classica persiana è in larga misura sufi nei contenuti e nell'ispirazione. Se il sufismo non avesse creato che una sublime e sottile metafisica, il suo contributo si sarebbe limitato al pensiero e all'esperienza religiosa dell'uomo. Ma allorché il sufismo fece presa sulla mente e sulla terra dell'Iran e la ricca immaginazione poetica dei persiani scoprì questa nuova possibilità espressiva, la mistica islamica si sviluppò anche esteticamente innalzandosi ben oltre il campo della pura speculazione".

Quali sono i punti in comune tra le due culture?

"La mistica persiana e quella occidentale cristiana hanno come punto in comune lo stesso nucleo pulsante: l'inestirpabile anelito umano della sua unione con Dio. Centrale è il ruolo della poesia nella mistica persiana, dove predomina il tema dell'amore, per cui Dio viene descritto come l'Amato".

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