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Il Tempio

RECENSIONI
G. Herbert
Il Tempio (testo inglese a fronte)
a cura di Bruno Gallo
ISBN 88-86480-61-X
pp. 320 - Euro 25,00


George Herbert (1593-1633), degli Herbert di origine normanna insediatisi fin dai primi anni del secolo XIII nella zona nevralgica del Border e diventati signori incontrastati del Galles, rinuncia inaspettatamente alla posizione accademica di prestigio che si è conquistata a Cambridge e alle brillanti propettive di successo e di carriera alla corte di Giacomo I. Diventato pastore anglicano, si autoesilia in un'oscura parrocchia nei pressi di Salisbury, dove nel silenzio e nella solitudine appena temperata dalla frequentazione di pochi amici fidati e solidali e dalle visite a Salisbury, per ascoltarvi l'eccellente musica che vi si esegue, si dedica alla predicazione, alla celebrazione dei riti prescritti dalla liturgia, alle opere di carità e alla poesia. Di questa 'metanoia' sorprendente e sconcertante, di questa esperienza traumatica ed esaltante troviamo l'eco fedele in The Temple, un monumento poetico di straordinaria freschezza e incisività, dove passione e pensiero convivono in sintesi riusci-tissima, tanto che viene spontaneo pensare al Cantico dei Cantici e ai Pensées di Pascal. La passione è così travolgente e totalizzante che metabolizza l'intera realtà in cui vive il poeta, il presente, il passato, la storia, la cultura, il linguaggio, la poesia contemporanea, la vita di corte, le controversie religiose, la 'scienza' dell'alchimia, i commerci, i viaggi, le esplorazioni, le nuove colonie oltremare, ecc. Nulla sfugge al suo occhio attento; allenato alla scuola dell'allegorismo biblico e alle sue raffinatezze interpretative, egli scorge dovunque segni inequivocabili del divino. Per questa via Herbert scopre che la realtà, lungi dall'essere insignificante, caotica o disarmonica come sembra, ha un significato preciso e un'armonia profonda, anzi una melodia che viene da lontano. Che egli riproduce a suo modo nella maestrìa tecnica con la quale costruisce i versi, nell'impiego variegato della forma, che corrisponde sempre perfettamente al contenuto, nell'abilità con cui controlla i conceits, gli emblemi e gli acrosti-ci, persino quelli più avventurosi e arzigo-golati, nella padronanza del lessico, nel senso della struttura, nell'economicità e nella semplicità del discorso.

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