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Albert Schweitzer
La mistica dell'apostolo Paolo.
ISBN 88-97476-02-3
pp. xii+318 - Euro 30,00
Diversamente dalla visione abituale della mistica, che da sempre – dalle antiche religioni alle filosofie idealistiche moderne – tenta di unificare l'uomo con l'Essere divino, la mistica di Paolo non offre questo approccio, ma si presenta come mistica dell'"essere in Cristo", vale a dire: come un essere sottratti al mondo sensibile, peccatore e caduco e, attraverso la morte e la risurrezione di Cristo, appartenere già al mondo risorto e trasfigurato. Certo, questa appartenenza istituisce un collegamento tra uomo e Dio; ma non si tratta di una unione dal sapore panteistico, quale era comune alle mistiche ellenistiche del tempo (con i loro concetti di "nuova nascita" e di "divinizzazione").
Andando controcorrente rispetto alle interpretazioni del primo '900, Albert Schweitzer asserisce e dimostra che la base della mistica paolina è l'escatologia tardo-giudaica, con la sua attesa della fine della storia: Paolo vi coniuga la propria esperienza individuale con la fede cristiana primitiva nella morte e risurrezione di Gesù. È quanto Schweitzer sviluppa con una dovizia di documenti e di argomenti che fanno di questo libro un punto di riferimento stabile per la ricerca sul Nuovo Testamento.
Albert Schweitzer (1875-1965) fu medico, teologo protestante e musicista. Premio Nobel per la Pace nel 1952, con il denaro del premio completò la costruzione del villaggio dei lebbrosi – il Villaggio della Luce – a Lambaréné, nell'attuale Gabon. Grande appassionato e conoscitore di Bach, scrisse su di lui J.S. Bach, il musicista poeta. Tra i suoi maggiori lavori teologici sono: Geschichte der Leben-Jesu-Forschung (Storia della ricerca sulla vita di Gesù, Brescia 2003) e Die Mystik des Apostels Paulus, qui tradotto per la prima volta in italiano.
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