A cura di Paola Mildonian

(letteratura angloamericana, edizione bilingue)

2017, pp. xxvi + 88

isbn: 978-88-97476-38-2

€ 14,00 -5%€ 13,30

 

L’Odissea è spesso evocata nella lirica contemporanea e molte poetesse hanno assunto nel loro io lirico la voce di Penelope. So Spoke Penelope rappresenta il caso rarissimo, se non unico, in cui questa identificazione è attuata da un poeta. Investita dal fuoco di una passione insoddisfatta e dal dolore di un’assenza lacerante, Penelope tesse e disfa, non solo per ingannare i pretendenti, ma perché nella creazione artistica non è facile arrestarsi, né sentirsi appagati. Penelope è l’artista, partecipe di un processo creativo in cui immaginazione e realtà, costrette alla medesima attesa, scambiano e confondono i loro ruoli e i loro linguaggi, entrano l’una nel cono d’ombra dell’altra, per tradurre sentimenti e sensazioni nei colori e nelle immagini di un tessuto, nelle parole di un testo, in un incontro d’amore.

Tino Villanueva è una delle figure di spicco della Chicano Renaissance, il movimento culturale che a partire dalla metà degli anni sessanta si sviluppò tra i messicani degli Stati Uniti in parallelo con le lotte dei braccianti e con la repressione delle proteste cittadine. Chicanos (mex(ch)icanos?) si autodefinivano, accanto ai nuovi emigrati, gli americani di discendenza messicana del Texas e della California, provenienti da famiglie che non s’erano mosse dalle loro terre d’origine a dispetto della secolare politica di sradicamento perpetrata contro di loro dal governo americano. Da cinquant’anni il Rinascimento Chicano continua ad esprimere nella narrativa, nella poesia, nel teatro, nel cinema e in alcune forme d’avanguardia delle arti figurative, come i murales, la volontà di sopravvivenza dei messicani degli Stati Uniti, l’affermazione orgogliosa della loro identità culturale – la loro raza –, della loro lingua (lo spagnolo) e dei loro diritti nonostante le durissime discriminazioni.

L’opera di Villanueva affronta questi temi, ma è mossa anche dai propositi di una ricerca formale che, fin dalle raccolte giovanili, mira alla realizzazione di una poesíabisensible capace di comporre il conflitto fra due lingue e due sensibilità nel seno di un’unica parola poetica.

Paola Mildonian, docente di Letterature comparate, è autrice di numerosi studi sulle metodologie della ricerca comparata, sulla tradizione classica, sul viaggio nella letteratura, sulla teoria e la storia della traduzione letteraria, sulla finzione autobiografica, sulle relazioni tra Oriente e Occidente. È traduttrice di poesia dall’armeno, dall’inglese e dallo spagnolo e ha curato per la casa editrice Le Lettere l’antologia di Tino VillanuevaIl canto del cronista (2002).