Poemi barbari
- Autore: Leconte de Lisle
A cura di Silvio Ferrari
(letteratura francese, edizione bilingue)
1998, pp. 504
isbn: 978-88-86480-28-8
€ 24,80 -5% € 23,56
Leconte de Lisle (1818-1894) pubblica la prima edizione dei Poèmes barbares nel 1862. Il poeta parnassiano, penetrato dall’ideale di bellezza, fa seguire alla compiutezza dei tempi antichi (Poèmes antiques – 1852) la furia devastatrice e sanguinaria di cui si è mostrata prodiga l’umana scelleratezza. Nasce così una raccolta dominatadal clamore dei disordini che affligono l’umanità. L’evocazione epica ci informa del disastro che attraversa l’antichità biblica e omerica, l’Egitto, il mondo musulmano della Persia, i popoli dell’India, la Spagna medievale che si tinge del sangue della vendetta, e il mondo animale. Una predilezione è accordata dal poeta alle leggende scandinave e celtiche sotto l’urto dei massacri dove l’amore travolgente ha tragici esiti. Non poteva così mancare l’eroe delle leggende nordiche, Sigurdh (il Sigfrido del Nibelungenlied) travolto dall’efferatezza dei sentimenti.
E se il poeta si sofferma un istante sulla figura del Cristo, simbolo dell’umanità derelitta, non risparmia il cristianesimo, colpevole ai suoi occhi di selvaggia affermazione dei propri princìpi.
Una poesia dominata, si è detto, dalla figura dell’ambivalenzapiù che dal pessimismo, dove le forze in antagonismo sono la garanzia di un’alta riuscita poetica e dove la natura opulenta, dando vita a dirompenti barbarie naturali, è impassibile davanti allo strazio umano.
Silvio Ferrari insegna francese presso l’Università Statale di Milano dal 1988. I suoi lavori vertono principalmente sulla letteratura belga francofona e sul rapporto tra l’arte figurativa e la letteratura. Ha curato l’edizione dei Trofei di Heredia presso questa stessa casa editrice.