A cura di Silvio Ferrari

(letteratura francese, edizione bilingue)

1996, pp. 374

isbn: 978-88-86480-27-X

€ 18,00 -5%17,10

 

José-Maria de Heredia (1842-1905), poeta di un’unica raccolta LesTrophées (1893) cesellata a lungo e concepita in una prospettiva di rara compiutezza formale, dove l’erudizione caparbia, la perfezione tecnica e metrica si risolve in una visione icastica. Heredia, aderente all’arte parnassiana di cui è un non comune epigono ed estremo elaboratore, definisce un processo di rappresentazione obbiettiva e impersonale condensato nel breve giro dei quattordici versi alessandrini peculiari al sonetto. Il lettore riconoscerà, accanto ad accenti propri edal culto della bellezza tanto caro ai parnassiani, la nostalgia per la classicità greca, per l’Oriente, per il mito, ma anche per il Medioevo ed il Rinascimento, e poi per la natura e la storia dell’America meridionale e centrale e di Cuba, terra che gli diede i natali; il tutto a
raffronto di un mondo contemporaneo che giudicava mediocre.

Anche per questo, Heredia ritorna costantemente nel solco dell’eredità spagnola. Ecco il mondo dei suoi antenati, veri o storici ma sempre eroici, rivivere nei colori smaglianti e nei toni cruenti, in terza rima nel Romancero e nella breve epopea de LesConquérants de l’or.