A cura di Riccardo Zipoli e GianrobertoScarcia

(poesia - letteratura neopersiana)

1997, pp. 202

isbn: 978-88-86480-32-6

€ 18,00 -5%17,10

 

Poeta, mistico e filosofo oggetto di svariate e contraddittorie definizioni (mistico, materialista, surrealista, realista, esistenzialista, antifeudale, barocco, colloquiale, immaginifico, scientifico, idealista, panteista, neo-platonico, antisimbolista), Mirzâ ‘AbdolqâderBidel (1644-1720) è il massimo scrittore persiano d’India e l’ultimo grande esponente dello stile ‘indiano’ nella letteratura persiana. La sua produzione di prosa e di poesia è monumentale (i soli versi ammontano a circa centomila) e ha dato un forte impulso alle lettere afghane, tagiche, urdu e uzbeche, espressioni delle aree centrasiatiche della cultura irano-islamica, esercitando una profonda influenza anche sul mondo letterario della Turchia ottomana.

Quasi ignota in Persia sino a tempi molto recenti, l’opera di Bidel è praticamente sconosciuta in Occidente. Le ricerche e le traduzioni del nostro Alessandro Bausani sono fra le prime in proposito.

A testimonianza dell’estrema complessità delcorpusbideliano, in Asia centrale si racconta di un uomo che interpretò un verso di Bidel in settanta modi diversi e venne poi sconfessato dallo stesso poeta il quale, apparsogli in sogno, gli comunicò che nessuna di quelle letture era giusta.

Riccardo Zipoli è nato a Prato nel 1952. Dal 1975 insegna Lingua e Letteratura Persiana presso l’università di Venezia. Si occupa di problemi storici e stilistici relativi alla poesia lirica persiana.

GianrobertoScarcia è nato a Roma nel 1933. Ha dato vita alla scuola iranistica di Venezia presso la cui università insegna Storia religiosa dell’Iran e dell’Asia centrale. Le sue pubblicazioni riguardano vari aspetti della civiltà persiana.