I Dieci Canti
Pattuppâttu
a cura di Emanuela Panattoni
(letteratura tamil)
Tomo I
1995, pp. 132
isbn: 978-88-86480-19-9
€ 11,00 -5% € 10,45
Tomo II
1997, pp. 182
isbn: 978-88-86480-20-2
€ 13,00 -5% € 12,35
Viene qui presentata, in due volumi, la prima traduzione italiana dei Pattuppâttu, “I Dieci Canti”: raccolta di poemi di vari autori che costituisce uno dei più antichi monumenti della letteratura in lingua tamil, la più importante e originale dell’India meridionale. Databili fra il II e il IV-VI sec. d.C., ma legati a un’ancor precedente tradizione orale, i Canti trattano argomenti profani – solo uno, il Tirumurukârruppatai, è dedicato al dio Murukan– nella suddivisione convenzionale di temi d’amore o di guerra: passioni e sentimenti, dunque, gioie e dolori del cuore, gloria ed eroismo, battaglie, vittorie, devastazioni. Poiché vi si lodano re delle massime dinastie dravidiche e capi e signori locali o tribali, sono preziose fonti di informazione cui attingere per la ricostruzione della storia politica dell’antico territorio tamil. Ma, inserite nelle descrizioni di reami o di itinerari che conducono poveri bardi e menestrelli ai migliori patroni, essi offrono anche immagini vivacissime e precise di regioni e città con le popolazioni e le comunità tipiche, dedite alle più varie attività, e con gli animali, le piante, i fiori propri di ogni zona: riflettendo tutti gli aspetti della vita quotidiana e della società, sono strumento indispensabile e testimonianza preziosissima per la conoscenza della cultura e della civiltà dravidica di quel tempo.
Il primo tomo riunisce cinque dei poemi più antichi, del II-III sec. d.C.: Porunarârruppatai, “Guida per bardi di guerra”, di Mutattâmakkanniyâr; Perunpânârruppatai, “Guida per menestrelli con arpa grande” e Pattinappâlai, “La città di mare e il fiore del deserto”, di Uruttirankannanâr; Kuriñcippâttu, “Canto del fiore montanino, di Kapilar; Mullaippâttu, “Canto del gelsomino silvestre”, di Napputanar.
Il secondo tomo presenta i cinque poemi più recenti, databili tra il III sec. e, forse, il IV-VI d.C.: Malaipatukatâm, “L’eco delle montagne”, di Perunkaucikanâr; Maturaikkâñci, “Il fiore dei consigli nella città di Maturai”, di Marutanar; Cirupânârruppatai, “Guida per menestrelli con arpa piccola”, di Nattattanâr; Netunalvâtai, “Il lungo, buon vento settentrionale” e Tirumurukârruppatai, “Guida al divino Muruku”, di Nakkirar.
Emanuela Panattoni è docente di Lingue e letterature dravidiche nella Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa. I suoi studi vertono principalmente sulle letterature antiche tamil e malayâlam, la poesia devozionale scivaita e visnuita dell’India meridionale, e i contatti fra culture indiane di diversa matrice.
