A cura di Gianni Bertocchini

(letteratura tedesca, edizione bilingue)

2002, pp. 280

isbn: 978-88-86480-30-X

€ 18,00 -5%17,10

 

Nel momento di passaggio tra barocco e illuminismo, quando perde valore l’idea di poesia come impiego sapiente di strumenti retorici e non è ancora nato l’io puro della lirica romantica, la breve esperienza esistenziale e artistica di Johann Christian Günther si consuma nel tentativo di dare vita – all’interno dello spazio poetico – a un’originale forma di individualità; essa si fonda sull’appropriazione di forme e motivi della tradizione in chiave preesistenziale e, al contempo, sulla trasfigurazione letteraria della propria stessa esistenza, fino a un punto in cui le forme si sovrappongono al contenuto dell’io e non è più possibile distinguere forma retorica e contenuto vissuto. In questa interiorità non sufficientemente protetta da un potere politico che rivolge altrove il suo interesse si svolge una parabola poetica che, a poco a poco, trascorre dalla celebrazione gioiosa di un amore che non vuole riconoscere i limiti della morale comune alle disperate invocazioni a un Dio inflessibile e sordo – fino alla rassegnata attesa della morte, sempre sotto il segno di un’ineluttabile solitudine.

Gianni Bertocchini (1963), allievo di Enrico De Angelis, è insegnante di lingua tedesca nella scuola secondaria superiore e docente a contratto presso l’Università di Pisa. Ha pubblicato traduzioni da Stifter, Urzidil, Wagner e saggi su C. Brentano, Celan, Musil.