A cura di Marina Montanaro

(letteratura araba classica)

1995, pp. 210 + 1 cartina

Tomo I – 1995, pp. 126

isbn: 978-88-86480-12-1

€ 9,30 -5%8,83    

 

Letterature araba maqamat2

Tomo II – 1996, pp. 146

isbn: 978-88-86480-13-X

€ 9,30 -5%8,83    

 

 

La “meraviglia dei tempi”: così è definito l’autore di questo testo, un arabo-iraniano nato a Hamadan nel 968 e morto nel 1008. Vissuto nel periodo della decadenza e della disgregazione del califfato abbaside, periodo in cui si assiste al crescere di numerosi centri urbani in tutto l’Oriente e ad una progressiva decentralizzazione intellettuale favorita dal mecenatismo, Hamadhani non poteva non essere rappresentativo delle grandi trasformazioni politiche e sociali che il Vicino ed il Medio Oriente stavano vivendo. Nasce così con lui un nuovo genere letterario, la maqâmah, che godrà di una eccezionale fortuna sia nella letteratura araba, sia in quella turca, persiana, siriaca ed ebraica. Pur legata alla tradizione letteraria precedente, la maqâmah se ne distacca per forma e contenuti. Si tratta di una storiella in prosa rimata che, per una necessaria ed esasperta ricerca di assonanze, mostra un'incredibile ricchezza lessicale rasentando talora il preziosismo, ma nulla togliendo né alla vividezza della narrazione né alla vivacità della descrizione. L’ambiente è costituito da mercati e moschee, luoghi di ristoro e di convito; gli attori sono campagnoli e mercanti, vagabondi disgraziati padri di famiglia affamati, predicatori e sufi, poeti e letterati.

La maqâmah si avvicina alle forme teatrali, ma ad essa il teatro arabo non attingerà, preferendo l’influenza del teatro moderno europeo.

Nelprimo tomo sono presentate nella traduzione italiana le prime venti maqâmât, precedute da un’introduzione all’autore e al suo tempo, alla sua opera e alla sua arte.

Conclude la raccolta il secondo tomo, ancora più divertente e spassoso del primo. In trentadue racconti a un breve aneddoto, l’autore prosegue la sua rassegna di personaggi stravaganti che, nei luoghi più disparati del Vicino e Medio Oriente, animano scenette vivaci e offrono non solo spaccati di vita quotidiana, ma anche allusioni ad avvenimenti storici che permettono di attribuire alle maqâmâtcarattere documentaristico.

Forse lessicalmente più preziose delle precedenti, quasi l’autore andasse affinando le sue capacità linguistiche col procedere della composizione delal sua opera, i temi di quelle storielle non differiscono da quelli già affrontati, ma si aggiunge in alcune un elemento nuovo che definiamo “stuzzicante”. Al lettore scoprire in quali maqâmâtesso compaia.